Oltre l’orizzonte visibile, là dove il promontorio di Pirano si fonde con il mare, giace un misterioso mondo sommerso: un regno del silenzio in cui, all’estremo nord dell’Adriatico, pulsa una ricca vita marina.
Il mondo sottomarino di Capo Madonna è un'area naturale protetta
Monumento naturale di Capo Madonna
Punta Madonna, a Pirano, nota tra i subacquei anche solo come “Punta”, è tutelata come monumento naturale per la sua straordinaria biodiversità sottomarina. Rappresenta l’estremità più occidentale della penisola di Pirano e nell’ambito del Golfo di Trieste funge da linea di demarcazione naturale tra il Golfo di Capodistria e il Golfo di Pirano. La sua porzione settentrionale, dall’estremità stessa fino all’ultimo lembo della spiaggia sottostante la chiesa di Pirano, è rinomata per l’eccezionale ricchezza di vita marina e per i suoi variegati habitat sommersi. Se tuttavia il settore settentrionale attira numerosi subacquei e ricercatori, la fascia sud-occidentale della costa piranese (quella che si snoda da Punta Madonna verso il mandracchio principale) costituisce per gli scienziati un territorio ancora ampiamente inesplorato. Nonostante si trovi a pochi passi dal centro urbano, è curioso che ad oggi questo settore subacqueo si sia visto dedicare ben poca attenzione da parte della ricerca scientifica.
Mondo sottomarino protetto
Il monumento naturale di Punta Madonna è contiguo al centro storico di Pirano. A differenza di altre aree protette del mare sloveno, dove predomina un substrato autoctono di flysch, la maggior parte della fascia costiera – nello specifico, la zona degli spruzzi (supralitorale) e la zona intertidale (mediolitorale) – è qui costituita da rocce calcaree alloctone collocate dall’uomo, che fungono da barriera frangiflutti a protezione dalle mareggiate. L’area del monumento naturale comprende circa 13 ettari di ambiente sommerso a ovest della penisola di Pirano ed è delimitata da quattro boe, posizionate a una distanza compresa tra 100 e 200 metri dalla riva. La porzione settentrionale del monumento naturale è prevalentemente rocciosa e ricoperta da massi di arenaria, mentre la parte meridionale è per lo più sabbiosa (nota localmente come “Sahara”). A poco più di 100 metri dal limite occidentale del monumento si trova il punto più profondo del mare sloveno, che raggiunge i 37,5 metri sotto il livello del mare.
Il monumento naturale qui descritto è un’area protetta in cui vige il divieto di navigazione a motore, ancoraggio, raccolta di organismi marini e altre attività ancora. All’interno dell’area sono invece consentiti il nuoto e le immersioni subacquee.
Fondale marino
La zona costiera è formata da massi (grandi blocchi rocciosi isolati, inizialmente calcarei e successivamente arenari) e da lunghi blocchi rettangolari di arenaria che degradano uniformemente fino a una profondità di 3-4 metri, dove il fondale roccioso scende rapidamente verso maggiori profondità. In alcuni punti digrada in modo piuttosto regolare, ma proprio sulla punta del promontorio precipita bruscamente formando una parete subacquea quasi verticale. I grandi massi sovrapposti formano una ripida parete ricca di anfratti nascosti, quali grotte sottomarine, cunicoli, rientranze sotto le rocce e fessure – tutti spazi che costituiscono importanti microhabitat ombreggiati per gli organismi marini.
Biodiversità
L’eccezionale biodiversità di Punta Madonna è il risultato dell’interazione di tre fattori ecologici: una densa copertura vegetale algale, che fornisce nutrimento e riparo; un fondale accidentato, ricco di fessure rocciose; il repentino salto di profondità, che determina variazioni di luce e temperatura. Questo insieme di elementi crea i presupposti per la coesistenza, in uno spazio estremamente ridotto, di habitat straordinariamente diversificati per numerose specie marine.
Flora
La zona costiera di Punta Madonna, a Pirano, è ricoperta da una densa vegetazione di alghe bentoniche, ascrivibile alla biocenosi delle alghe fotofile e costituita da organismi che richiedono un elevato apporto di luce per il proprio sviluppo. In passato predominavano le alghe brune del genere Cystoseira, mentre oggi prevalgono altre specie. La copertura algale offre risorse alimentari a una grande varietà di invertebrati bentonici, tra cui gasteropodi, bivalvi e diverse specie di piccoli crostacei, fungendo al contempo da rifugio e sito di nidificazione per alcune specie di pesci costieri, in particolare per i labridi (famiglia Labridae).
In corrispondenza del gradino batimetrico, dove la luce diurna inizia a diminuire, si sviluppa una peculiare vegetazione algale formata dalle cosiddette alghe coralligene sciafile, che svolgono un importante ruolo di biocostruttori. Esse creano un habitat specifico a luce attenuata, denominato precoralligeno. I massi e le rocce di arenaria sono ricoperti da un tappeto rosso costituito da queste alghe, che prosperano in condizioni di scarsa luminosità. Tale ambiente si distingue per la ricchezza di invertebrati bentonici, che ne popolano la superficie e si insediano in cunicoli, fessure, crepe e cavità. Per questo motivo, il precoralligeno rappresenta uno degli habitat più rilevanti del Mar Mediterraneo.
Fauna
La ricca vegetazione algale che riveste i massi e le rocce della zona costiera, interrotta da depositi di sabbia grossolana, ospita una grande varietà di invertebrati. A Punta Madonna la biodiversità è più elevata che in altre aree del mare sloveno, rendendo questo ambiente un autentico laboratorio didattico di biologia marina. Qui si riscontra un’ampia varietà di strategie di vita. Da questo punto di vista, i veri maestri sono i gasteropodi eterobranchi (Heterobranchia), presenti con un notevole numero di specie e individui. Alcuni sono caratterizzati da livree vivaci che, come segnali stradali, avvertono i predatori della propria tossicità o non commestibilità. Altri ancora, pur essendo commestibili, mimano la colorazione delle specie tossiche e non commestibili. Un terzo gruppo, invece, punta sull’invisibilità, imitando semplicemente colori e disegni dell’ambiente circostante. Uno dei gasteropodi più comuni nei fondali di Punta Madonna è la trottola rugosa (Bolma rugosa), che pascola tra la fitta vegetazione algale sulla sommità dei blocchi e dei massi di arenaria.
Il mondo sommerso della punta rocciosa di Pirano attira i subacquei dotati di autorespiratore anche per la ricchezza e la varietà della sua comunità ittica. È nella fascia costiera che i pesci della famiglia dei labridi (Labridae) costruiscono i propri nidi: alcuni, come il tordo ocellato (Symphodus ocellatus), lo fanno tra la fitta vegetazione algale, mentre altri, come il tordo grigio (Symphodus cinereus), prediligono le aree aperte. Un predatore comune in questo habitat è lo sciarrano (Serranus scriba), che si distingue per la vistosa ed estesa macchia azzurra sul ventre. A testimonianza della ricchezza cromatica del popolamento ittico di Punta Madonna, spiccano il peperoncino (Tripterygion tripteronotum) e il peperoncino giallo (Tripterygion delaisi).
Ci accorgiamo di avvicinarci al graduale salto di profondità grazie ai grandi banchi di castagnole (Chromis chromis), tipici pesci di scogliera. Banchi di diverse specie, come i saraghi fasciati (Diplodus vulgaris), le salpe (Sarpa salpa) e le già citate castagnole, si muovono indisturbati in questa zona protetta, dove il monumento naturale è al riparo dalle reti da pesca distruttive. Di tanto in tanto è possibile scorgere il cavalluccio marino dal muso lungo (Hippocampus guttulatus), generalmente di colore marrone; tuttavia, se nei dintorni sono presenti numerose veronge (Aplysina aerophoba) ci si può imbattere anche in una variante completamente gialla, che in un ambiente dominato dalla verongia punta in questo modo sulla propria “invisibilità”. Le cavità tra le rocce e nei loro anfratti sono popolate da gronghi (Conger conger), e alcune di esse vengono scelte come tana anche da astici (Homarus gammarus) e polpi (Octopus vulgaris). Davanti a questi ripari si appostano gli scorfani neri (Scorpaena porcus), facendo affidamento sulla loro capacità di mimetizzarsi. Nel punto in cui la parete rocciosa lascia spazio al fondale sabbioso si posizionano alla ricerca di prede i tordi neri (Labrus merula), tra i pesci più grandi di Punta Madonna.
Curiosità
Già più di trent’anni fa i ricercatori studiavano in questa zona la madrepora a cuscino (Cladocora caespitosa). Già inserita nella Lista Rossa delle specie minacciate stilata dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), questa specie è considerata uno dei più importanti organismi costruttori di scogliere sommerse del Mediterraneo. Proprio presso Punta Madonna forma una comunità biologica particolare, definita tecnicamente facies a madrepora a cuscino, che si connota per l’elevata densità di colonie.
La specie più caratteristica di Punta Madonna è la corvina (Sciaena umbra), un pesce relativamente grande, di colore bruno, che si osserva in numerosi banchi nei punti di transizione tra il fondale roccioso e quello sedimentario. Se i subacquei sono troppo invadenti, le corvine si rifugiano nelle cavità e negli altri ampi spazi tra le rocce. Vive nei labirinti delle grotte rocciose anche il raro granchio delle grotte (Herbstia condyliata), dalla caratteristica colorazione completamente rossa. Un’ulteriore particolarità di Punta Madonna è data dalla presenza di alcuni ghiozzi rari: è il caso, ad esempio, del ghiozzo leopardo (Thorogobius ephippiatus), che vive esclusivamente nelle cavità rocciose più grandi, caratterizzate dalla presenza di un fondale sabbioso.
È ragionevole attendersi che nuove ricerche in quest’area, ancora parzialmente inesplorata, porteranno in futuro alla luce nuove conoscenze e ulteriori elementi a sostegno della tutela di questa perla della biodiversità marina adriatica.
Invito
Quando passeggerete per la Punta di Pirano, fermatevi presso il pannello informativo e il rilievo in pietra di fronte al faro Capo Madonna, che rivela come la Punta si prolunghi dalla terraferma nel fondale marino. Per un’esperienza subacquea del mondo marino, rivolgetevi ai subacquei della Punta.
Come è nato il contenuto che avete davanti?
Il pannello informativo e il rilievo in pietra della Punta sono il risultato dell’idea scelta dai Piranesi nell’ambito del bilancio partecipativo del Comune di Pirano nel 2026.
Committente: Comune di Pirano, realizzazione del progetto: ABAKKUM, Istituto per il paesaggio, la cultura e l’arte Pirano.
Team creativo: descrizione del monumento sottomarino: prof. dr. Lovrenc Lipej, fotografie subacquee: Borut Furlan, rilievo in pietra: Miha Pečar, contenuti e grafica del pannello: Romana Kačič, Marco De Stefani, realizzazione del pannello: Simon Demšar, idea e coordinamento: Romana Kačič.

