Meno sprechi alimentari, più efficienza: soluzioni concrete per gli operatori turistici

Ridurre lo spreco alimentare non richiede necessariamente grandi investimenti. Le ricerche della Facoltà di Studi Turistici – Turistica dell’Università del Litorale dimostrano che hotel, ristoranti e altri operatori turistici possono diminuire sensibilmente gli avanzi anche attraverso piccoli cambiamenti mirati, senza compromettere la qualità dell’esperienza degli ospiti.


Per gli operatori della destinazione Portorose & Pirano si tratta di un’opportunità per trasformare gli impegni in materia di sostenibilità in azioni concrete nella gestione quotidiana. Ridurre gli sprechi significa infatti non solo diminuire l’impatto sull’ambiente, ma anche migliorare il controllo sul consumo degli alimenti e rendere più efficiente l’attività.

Iniziate misurando gli sprechi

Il primo passo è semplice: capire dove e durante quali pasti si genera la maggior quantità di avanzi. Turistica sottolinea che anche solo una settimana di monitoraggio può far emergere modelli che altrimenti potrebbero passare inosservati, ad esempio in relazione a determinate pietanze, alle diverse aree del buffet o a specifici momenti della giornata.

Per gli operatori può essere utile monitorare almeno:

  • durante quale pasto si producono più avanzi;
  • quali piatti vengono lasciati più spesso dagli ospiti;
  • quanta parte dello spreco proviene dai piatti e quanta dal cibo rimasto nel buffet;
  • se la quantità di cibo sprecato varia in base all’occupazione o alla tipologia di ospiti.

Piccoli cambiamenti al buffet possono fare una grande differenza

Le ricerche presentate da Turistica offrono alcuni esempi molto concreti. L’utilizzo di piatti leggermente più piccoli nei buffet ha ridotto gli avanzi di circa il 20%. Un semplice messaggio che invitava gli ospiti a prendere inizialmente una porzione più piccola e a tornare liberamente per servirsi di nuovo ha ridotto lo spreco di circa il 21%.

Anche un approccio ludico rivolto ai bambini, incoraggiandoli a prendere soltanto la quantità di cibo che pensavano di mangiare, si è dimostrato efficace: nello studio, gli avanzi sono diminuiti di circa il 34%.

Per hotel e altri operatori che propongono colazioni o cene a buffet, si tratta di soluzioni che possono essere sperimentate senza modificare in modo significativo l’offerta.

Meglio incoraggiare l’ospite che rimproverarlo

Un altro messaggio importante delle ricerche è che la comunicazione sulla sostenibilità non deve necessariamente basarsi su divieti, ammonimenti o sensi di colpa.

Spesso funzionano meglio messaggi positivi, semplici e pratici, che lasciano libertà all’ospite. Ad esempio, si può invitare a prendere una porzione più piccola ricordando che è sempre possibile tornare al buffet.

In questo modo la sostenibilità diventa parte di una buona esperienza dell’ospite, anziché essere percepita come una limitazione.

Una pubblicazione gratuita per hotel e ristoratori

Per chi desidera approfondire il tema è disponibile gratuitamente la pubblicazione in lingua inglese Reducing Plate Waste in Tourism and Hospitality.

Il volume riunisce risultati della ricerca e soluzioni pratiche rivolte in particolare a hotel, ristoranti e altre imprese del turismo e dell’ospitalità, aiutando gli operatori a trasformare le conoscenze scientifiche in cambiamenti concreti nella gestione quotidiana.

Nell’ambito del nostro impegno per una destinazione sempre più sostenibile, invitiamo ristoratori, albergatori e altri operatori di Portorose & Pirano a consultare le soluzioni proposte e a partire dagli interventi più facilmente applicabili alla propria attività.

Anche monitorare gli sprechi per una settimana, utilizzare piatti leggermente più piccoli o modificare il modo in cui si comunica con gli ospiti può rappresentare un ottimo primo passo.

Fonte: UP Facoltà di Studi Turistici – Turistica

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