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L'antica citta' marinara di Pirano si estende all'estremo margine dell'omonima penisola, che si restringe gradualmente tra il golfo di Strugnano e quello di Pirano. La penisola termina con punta Madonna, estrema propaggine nord occidentale dell'Istria. L'etimologia del nome Pirano e' controversa: alcuni studiosi propendono per la derivazione dal celtico bior-dun, che significa localita' sul colle, mentre altri la fanno risalire al greco pyr - fuoco, in quanto nell'antichita' venivano accesi sul promontorio dei fuochi per indicare la rotta ai naviganti che si dirigevano all'attigua colonia di Aegida, vicino all'odierna Capodistria. Oggi la citta' e' il centro amministrativo del comune e, assieme alla vicina Portorose, importante localita' di villeggiatura marittima, con numerose istituzioni culturali, case di riposo, alberghi e ristoranti, nonche' sede di importanti manifestazioni cultrali. La prima citazione della citta' fu a cura dell'Anonimo Ravennate, nel sec. VII, che la defini' Piranon, nell'elencare nella sua opera Cosmographia i nomi delle localita' romane della costa occidentale dell'Istria. Nonostante l'incerta origine del nome, e' fuor di dubbio che gia' nell'epoca preromana esistevano nell'entroterra insediamenti celtici ed ancor prima del popolo illirico degli Istri, che si occupavano di caccia, di agricoltura, di pesca, ed erano pure dediti alla pirateria, mettendo in pericolo le rotte commerciali dell'Impero Romano nell'Adriatico settentrionale. Colonizzazione e romanizzazione dell'IstriaCon la conquista romana dell'Istria, avvenuta nel 178/177 p.C. ebbe inizio la colonizzazione della penisola. Cosi' sorsero nelle vicinanze di Pirano le prime ville rustiche, ma un massiccio insediamento della punta risale al periodo successivo che coincide con il declino dell'Impero romano, verso la fine del sec. V, quando per sfuggire alle scorrerie delle popolazioni barbare provenienti da oriente la popolazione soleva rifugiarsi sulle isole e penisole della costa, edificando fortificazioni e castelli in cui trovare riparo. Pirano lotto' per avere una propria legislazione e per tentare di liberarsi dall'autoritŕ dei signori feudali, ontre poter gestire in piena autonomia i propri traffici e commerci. Fu libero comune nel 1186 e trovo' un potente alleato in Venezia, alla quale si assoggetto' dal 1283, rimanendole fedele, come tutte le citta' della costa occidentale istriana, sino al 1797. La fioritura commerciale ed i traffici con l'entroterra, che porto' alle citta' istriane il legame con Venezia, fece crescere ulteriormente il ruolo delle istituzioni, della cultura e del benessere. Dal sec. XV al sec. XVII pero' Pirano fu traviata da lotte intestine a carattere sociale tra la nobilta' ed i popolani, che si ribellavano ed esprimevano il loro malcontento per la gestione del patrimonio cittadino, della proprieta' delle saline e dei fondi dell'entroterra, esclusivamente da parte della classe nobiliare, nonche' rivendicando inoltre maggiori diritti politici. In Istria si estese anche il protestantesimo, che trovo' a Pirano i suoi primi accoliti negli anni '30 del sec. XVI. 17. e 18. secoloNel sec. XVII e nel sec. XVIII la societa' borghese visse a Pirano l'atmosfera dell'umanesimo e del rinascimento, cui illustre esponente nel sec. XVII fu il medico Prospero Petronio. Verso la fine dello stesso secolo (nel 1692) nacque a Pirano il sommo violinista e compositore Giuseppe Tartini, autore di oltre 300 opere musicali, alcune delle quali sono considerate tra le migliori composizioni del sec. XVIII. L' Austria imperiale porto' nel sec. XIX a Pirano un periodo di benessere, al quale contribuirono specie le saline, in quanto l'Austria, con la rivitalizzazione della produzione del sale, aumento' sostanzialmente le capacita' delle saline di Sicciole, che raggiunsero una produzione annua di circa 40.000 tonnnellate. Sviluppo turizmoUn ulteriore contributo allo sviluppo fu fornito dall'apertura della linea ferroviaria a scartamento ridotto Parenzo - Trieste, detta Parenzana, inaugurata nel 1902. Nello stesso periodo inizio' a svilupparsi una delle attivita' che oggi e' tra le piu' importanti della citta': il turismo. A Portorose si sviluppo' soprattutto il turismo termale e di cura, che porto' alla localita' dal clima mite e piacevole notorieta' ed il titolo della migliore stazione di villeggiatura dell'Adriatico orientale. Dopo la prima guerra mondiale questi territori passarono all'Italia in base al Trattato di Rapallo e, con la venuta al potere del fascismo, sorse in Istria nella popolazione sia dell'entroterra sia delle citta' costiere il movimento antifascista, che raggiunse il suo apice durante la guerra di liberazione popolare nel periodo dal 1941 al 1945. La citta', che gia' da sola e' una collezione di sculture e portali, di architettura sacra e profana, ha una peculiarita': la collezione di sculture moderne all'aperto, sita sulla penisola si Sezza, di fronte a Portorose. Il simposio internazionale di scultura "Forma viva", istituito nel 1961 su iniziativa degli artisti Jakob Savinšek e Janez Lenassi, ospita oggi oltre 200 sculture monumentali, create nell'ambito del tradizionale incontro che le Gallerie costiere di Pirano continuano ad organizzare con successo. |
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